La chiesa di Sant’Antonio di Padova

Torricella Peligna nelle stradine di periferia nasconde tanti piccoli tesori, uno in particolare è celato dall’ombra di un vialetto di pini, poco visibile dalla strada e solo i paesani sanno quanto magico e incantevole sia. Si tratta della chiesetta di Sant’Antonio di Padova, edificata nella prima metà del XVII secolo in località Rione Sant’Antonio, proprio all’entrata del paese venendo da Gessopalena. É una struttura di piccole dimensioni, ma davvero accogliente e bella, di una semplicità di quelle che incantano. Al suo interno c’è una sola navata, sul tetto la classica capriata in legno scuro, sette le vetrate che la decorano tutte realizzate e dipinte, rigorosamente a mano, da artisti abruzzesi e montate grazie alla collaborazione dei paesani esperti in questo tipo di lavoro. Il tutto è arricchito da un bellissimo quadro, posto sulla parete destra della chiesa, dipinto dall’artista torricellano Gugliemo Coladonato che raffigura il volto di Gesù appena accennato e le mani giunte in avanti. Nella parte esterna vi è un piccolo campanile che fino a qualche anno fa veniva suonato ancora manualmente, solo di recente è stato implementato il sistema elettronico per farlo suonare in automatico.

Si narra che prima della seconda guerra mondiale la chiesa fosse bellissima, la struttura era arrotondata e nella facciata anteriore, ai lati del portone, c’erano due finestre con grate e inginocchiatoi che permettevano ai fedeli di pregare il Santo e guardare all’interno la nicchia dove la statua era riposta anche se la chiesa era chiusa. Durante il secondo conflitto mondiale la chiesetta fu distrutta dai tedeschi, ma la statua, fatta di gesso e raffigurante il Santo con il bambino Gesù sulla mano destra e un giglio d’argento massiccio nella mano sinistra, rimase miracolosamente intatta. Al termine della guerra i paesani, armati di tanta buona volontà e devozione, decisero di ricostruire la chiesa così come oggi appare. I lavori furono seguiti dal muratore Antonio Fedele, detto il “Biondo”, che riuscì a terminarli nel 1960. Tra tutti i cittadini che parteciparono attivamente alla ricostruzione va citata la signora Mariannina Teti che ha dedicato molto tempo della sua vita a prendersi cura della chiesa e ogni anno il 13 giugno, giorno della festa di Sant’Antonio, questa piccola grande donna compie anche gli anni. Quest’anno Za’ Mariannina, così la chiamano i suoi compaesani, compie 103 anni.

Prima della guerra, il giorno della festa, la statua veniva portata in processione per le vie del paese e i festeggiamenti venivano fatti nella piazza principale. Negli anni che seguirono la ricostruzione i torricellani decisero di cambiare la tradizione e celebrare la festa del Santo proprio nella piazzetta di fronte la chiesa. La mattina di buonora i fuochi pirotecnici aprivano la festa, poi la banda con la sua musica animava le strade del paese, a metà mattinata la classica Messa in onore del Santo e, all’uscita, la vendita dei panini benedetti di Sant’Antonio.

Nel pomeriggio ci si riuniva di nuovo tutti in chiesa per celebrare la Messa e la processione che portava la statua in giro per il paese. A seguire si dava inizio alla festa vera e propria con musica dal vivo, bancarelle di ogni genere, porchetta e bevande, l’estrazione della lotteria e la chiusura ufficiale sancita dai fuochi pirotecnici.

Negli ultimi anni, il 13 giugno, la festa in onore di Antonio di Padova osserva solo il rito religioso con celebrazione della Messa e la processione.

Fonti e approfondimenti:

  • www.torricellapeligna.com/SantAntonio.htm
  • Descrizione tecnica della chiesa di Pasquale Imbastaro
  • Di Renzo Antonio, La Chiesa di San Giacomo. Resoconto storico dal XII al XIX secolo sulla chiesa madre di Torricella, Lanciano – Rivista Abruzzese, 2011